25 novembre 2012: giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Oggi è la Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne. 

Una giornata per ricordare che alle Donne non bisogna far male. 

Le pagine dei giornali sono piene di notizie sugli abusi sulle donne. 

Ed è giusto che ci sia una giornata per ricordarlo. 

Ma io penso che sarebbe più giusto dedicare una Giornata Mondiale contro la Violenza. 

Punto. Senza specificare a chi! Perché specificarlo non serve a niente. 

Perché la Violenza è il linguaggio di chi ostenta forza, ma in cuor suo ha paura della sua debolezza. La Violenza è il linguaggio di chi ha conosciuto quel linguaggio da piccolo. 

Ha senso specificare? 

Credo proprio di no! 

Mio padre non mi ha mai sfiorata con un dito. Se sbagliavo, lui mi faceva ragionare. Non si serviva della violenza. Stava troppo male al pensiero di esser causa del dolore altrui. Lui che da piccolo l’aveva subita dai suoi genitori, aveva trovato, nella relazione con la moglie e i figli, un modo per non riprodurre quel linguaggio. 

Al contrario di mia madre, che pur avendo conosciuto da piccola lo stesso linguaggio di mio padre (legato ad una educazione troppo rigida) l’ha fedelmente riprodotto, senza ribellarsi. 

Approcci diversi alla vita. 

Chi usa violenza a sua volta l’ha subita da piccolo. E ad essa non si è ribellato, ma l’ha riproposta, riproducendola tale e quale. 

Osservo poi i miei ragazzi a scuola: quanti di loro portano dentro le cicatrici di un rapporto con la madre falsato. Non sono forse le loro madri delle donne? Che infliggono dolori ai propri figli? Inconsapevolmente, certo. Ma sempre di dolore inferto si tratta. 

NO ALLA VIOLENZA. 

DI ALCUN GENERE, NOME, CATEGORIA. 

NO! 

Perché è il linguaggio di chi non sa di ESSER UMANO. 

NO ALLA VIOLENZA FISICA. 

NO ALLA VIOLENZA VERBALE. 

NO!!!

E chi oggi usa l’hashtag  e poi attacca gli altri, beh, non è coerente, ma solo ipocrita.